Carte Semiotiche Annali

 

IV. Le immagini del controllo. Visibilità e governo dei corpi, a cura di Maria Cristina Addis e Giacomo Tagliani, 2016

cop_1Visibilità e controllo. Nella loro interazione si dispiegano molte delle pratiche quotidiane, delle ossessioni securitarie e delle tattiche di resistenza che attraversano il mondo contemporaneo, punto estremo di quell’ideale disciplinare ottocentesco al quale Michel Foucault ha dedicato celebri pagine. Un tema che, oltre le pieghe dell’attualità cogente, ben si presta a saggiare l’efficacia diagnostica delle scienze della significazione e a valutare l’orizzonte epistemologico dell’interazione tra semiotica, estetica e teoria critica.
Il volume si articola in tre sezioni, che individuano altrettanti ambiti di indagine: il plesso disciplina-sorveglianza come chiave di lettura delle politiche del controllo, le pratiche che ne sostanziano le funzioni nel quotidiano, le rappresentazioni che di esse ci forniscono le arti. La suddivisione non designa distinte aree tematiche o tipologie discorsive, ma gli snodi di una complessa mappa di problemi, oggetti e messe a fuoco sul rapporto fra il soggetto, le costrizioni esterne che determinano la sua condotta e il regime di visibilità e conoscibilità in cui questa si staglia.
I contributi qui raccolti compongono dunque una costellazione variegata ma coesa nelle
metodologie e nel campo d’indagine, all’interno della quale le posizioni si compenetrano e si completano reciprocamente attraverso un percorso che contempla oggetti (dal Web ai flussi migratori, dal cinema alla topografia urbana, dalle pratiche corporee a quelle riabilitative), tempi e spazi differenti.

Indice

Sorvegliare e punire, monitorare e sedurre. Forme contemporanee del controllo tra disciplina e governamentalità
di Maria Cristina Addis – Giacomo Tagliani, p. 11
Pièges : de la prise de corps à la mise en ligne
di Eric Landowski, p. 20
Interrogare il Mediterraneo: fenomeni migratori, tracce liquide e documenti probatori
di Massimiliano Coviello, p. 41
Lo sguardo medico. Controllo e visibilità della popolazione nei primi anni del potere fascista italiano: spazio, corpo, linguaggio
di Pierluigi Cervelli, p. 52
Estraniamento e de-programmazione. Analisi etnosemiotica di un servizio psichiatrico autogestito
di Francesco Galofaro, p. 59
La dimensione teistica nella rappresentazione mediatica del dominio economico-politico. Qualche accenno sulla transizione dal governo Berlusconi
al governo Monti

di Andrea Picciuolo – Mariangela Picciuolo, p. 73
El uso de la imagen como eje de cambio de poder: el caso de la Plataforma de Afectados por la Hipoteca
di Eduard Sala – Aritz Tutor, p. 88
Untag yourself. Opacità e trasparenze negli stili di vita online.
di Mattia Thibault, p. 103
Rifessioni sulla tecnologia. Dispositivo normalizzante o emergenza creativa
di Fiorenza Lupi, p. 119
Tanatopolitica e macchine: il corpo tatuato dalla Colonia penale kafkiana
alle armi unmanned

di Alessandro Baccarin, p. 134
Seeing Through the 3rdi: Surveillance Art and Material Visions of Resistance
di Laurel Ahnert – Jason Derby, p. 149
La realtà sta nella fotografia. Autenticazioni delle immagini della guerra del Libano
di Francesco Restuccia, p. 160
Capturar, codificar, trascender: mutaciones del cuerpo en el cine digital
di Manuel Broullón Lozano, p. 171
Semiotica di 87 ore. Etica, estetica, semioetica delle immagini panottiche
di Bruno Surace, p. 185
Da Dogma a Marclay, assoggettamento ed emancipazione: gli spazi del senso
di Elisabetta Trincherini, p. 196
Il potere e le sue rappresentazioni
di Louis Marin, p. 206
Anime elettriche, soggetti digitali. Una conversazione con Ippolita
a cura di Maria Cristina Addis – Giacomo Tagliani, p. 219
Bibliografia, p. 228
Abstracts, p. 248
Biografie degli autori, p. 253

III. Strategie dell’ironia nel web, a cura di Riccardo Finocchi, 2015

copLe cosiddette “pratiche ironiche” sono sempre più diffuse in rete e costituiscono un aspetto ormai peculiare della comunicazione. Queste prendono forma dagli utenti generatori di contenuti e contagiano (si tratta di pratiche virali) i vari ambiti del web. In esse si annidano nuove strategie di significazione e di produzione di senso che interessano la ricerca in campi disciplinari contigui come l’estetica, la filosofia del linguaggio e la semiotica. In questi ultimi anni le forme dell’ironia nel web si stanno trasformando in un vero e proprio modello retorico-comunicativo, una strategia che basa la sua efficacia sulla potenzialità semplificatoria nel lavoro intertestuale e sulla facilità con cui offre nuove prospettive di lettura, capaci di porre in risalto aspetti impliciti e non rilevati degli stessi fenomeni che “aggredisce” ironicamente. Le prospettive di analisi e i casi scelti dagli autori nei diversi interventi portano un contributo decisivo per l’interpretazione non solo del fenomeno dell’ironia, ma del sistema web nel suo complesso, delle pratiche comunicative attuali che si caratterizzano per nuovi paradigmi e nuove modalità espressive. L’intento è quello di delineare i fattori che caratterizzano l’uso dell’ironia in rete, di indagare le forme in cui si palesano questi contenuti e, soprattutto, di mostrare come la strategia dell’ironia rappresenti una linea di tendenza davvero preponderante nelle pratiche web.

Indice

Strategie dell’ironia nel web, un’introduzione
di Riccardo Finocchi, p. 11
Intervista a Pietro Montani
di Riccardo Finocchi, p. 20
Twitz. Arguzia, ironia e social network
di Giulia Addazi e Stefano Bartezzaghi, p. 25
#Boicottabarilla, #boycottDolceGabbana. Ironia nel web e nuovi modelli familiari
di Marianna Boero, p. 39
Interpretare Hitler? Dinamiche della parodia in rete
di Dario Cecchi, p. 49
La bonne distance: tattiche ironiche tra digital-art e web 2.0
di Paola Donatiello, p. 58
Forme d’ironia nelle forme del web 2.0: un’esplorazione semiotica
di Giacomo Festi, p. 70
Lo strano caso di Susan Boyle. Ovvero, quando la comicità diventa virale
di Dario Mangano, p. 85
Testualità online e ludicità scomponibile: dalla viralità alle pratiche memetiche
di Gabriele Marino, p. 100
Quando l’ironia morde. Gli attacchi social da Suarez a Renzi. I bersagli e la tecnologia che distorce
di Marta Milia, p. 118
Citizen sociolinguistics e ironia online: il caso del “pensionato torinese” su Facebook
di Emanuele Miola e Ilaria Fiorentini, p. 125
Renzusconi? Ça (n’)a (pas) été. Il morphing e la pratica (politica?) dell’ironia indessicale
di Antonio Perri, p. 140
Brand reputation e parodia. Strategie di subvertising nel social web
di Paolo Peverini, p. 149

Bibliografia, p. 160
Abstracts, p. 173
Biografie degli autori, p. 177

II. Immagini che fanno segno. Modi e pratiche di rappresentazione diagrammatica nelle informational images, a cura di Valentina Manchia, 2014

copDiagrammi, mappe e grafici sono sempre più presenti, sulla scena mediale e nella vita quotidiana, sull’onda della necessità di dominare la complessità del mondo contemporaneo. Oggetti visivi diversi ma accomunati dall’essere informational images, per dirla con James Elkins, ovvero capaci di veicolare dati e concetti. Pur essendo molto diverse dalle rappresentazioni classiche di stampo figurativo, queste immagini hanno comunque un grande potere: quello di rendere visibile l’invisibile. Un tema, questo, su cui si interrogano la teoria delle immagini, i media studies, gli studi di cultura visuale e la semiotica, interessati al rapporto tra rappresentazione e linguaggio e allo statuto della rappresentazione diagrammatica nei confronti di quella pittorica. I contributi qui raccolti ruotano intorno a questo dibattito, a partire da approcci disciplinari diversi e da più oggetti di analisi – dalle interfacce videoludiche all’arte contemporanea, dal mapping nel cinema alle immagini scientifiche, dalle pratiche progettuali in architettura alla rappresentazione del territorio. Senza dimenticare la lezione di Guattari e di Deleuze sul diagramma, su cui Fabbri si sofferma nel suo saggio, e le riflessioni di Manovich su cosa significa, oggi, visualization.

Indice

Art, non-art, information. Immagini che fanno segno, tra rappresentazione e visualizzazione
di Valentina Manchia, p. 11
Senso e potere
di Félix Guattari, p. 15
Diagrammi in filosofia: G. Deleuze e la semiotica “pura”
di Paolo Fabbri, p. 27
What is Visualization?
di Lev Manovich, p. 36
A colpo d’occhio. Introduzione all’analisi degli HUD nei videogame
di Vincenzo Idone Cassone, p. 53
Rappresentazione diagrammatica ed effetti di realtà. Il mapping tra arte e visualizzazione
di Enzo D’Armenio e Giulia Nardelli, p. 71
La collezione Scilla presso il Sedgwick Museum of Earth Sciences. Pratiche di visualizzazione dal XVII al XXI secolo
di Floriana Giallombardo, p. 86
Visualizing Other Histories. Paulo Herkenhoff’s Cannibalization of Alfred Barr’s Chart
di Camila Maroja, p. 104
Palestine Remembered. A Digital Map between Past and Future
di Michele Martini, p. 116
L’espace dans l’iconoclaste distribution des contraintes et des souhaits. Modèles, photos et dessins dans la conception des systèmes constructifs de la Guerre Froide
di Steeve Sabatto, p. 128
Archivio, p. 149
Profezie
di Omar Calabrese e Paolo Fabbri, p. 150
Il futuribile delle età perse. Conversazione con Paolo Fabbri su Profezie
a cura di Maria Cristina Addis, p. 181

Bibliografia, p. 188
Abstracts, p. 199
Biografie degli autori, p. 203

I. Anacronie. La temporalità plurale delle immagini, a cura di Angela Mengoni, 2013.

copertina annali 1Un numero crescente di lavori nell’ambito della teoria dell’arte e dell’immagine si è concentrato, negli ultimi anni, sul ruolo e sullo statuto epistemologico delle relazioni anacroniche che attraversano gli oggetti artistici e, in generale, la cultura visiva. Lungi dal ridursi ad una indebita confusione di tempi storici, la “questione dell’anacronismo” tocca, piuttosto, la definizione stessa dell’opera d’arte – e dell’immagine – attivando genealogie che trascendono il modello storicistico e di sviluppo temporale lineare regolato da criteri esclusivamente filologi. E’ sulla base di tratti strutturali, infatti, che l’opera d’arte seleziona una serie di relazioni con altri oggetti e tempi. Relazioni che non sono frutto di una mera legittimazione “contestuale”, ma che sono attivate dall’oggetto stesso ed in esso inscritte: ad essere in gioco è il modo in cui la teoria, luogo della modellazione e delle relazioni strutturali, “ritaglia” nuove serie e nuove costellazioni nella successione diacronica di oggetti e pratiche. Carte semiotiche ha invitato studiosi di semiotica, estetica e teoria delle immagini a misurarsi con questo tema da orizzonti disciplinari diversi ed attraverso oggetti specifici.

Indice 

Editoriale 
di Tarcisio Lancioni, p. 11
Anacronismi, tra semiotica e teoria delle immagini
di Angela Mengoni, p. 12
Ma Grünewald era davvero espressionista? La storia degli stili fra anacronismo e retroscopia
di Andrea Pinotti, p. 19
Il polittico di Isenheim di Matthias Grünewald. Una macchina del tempo
di Tarcisio Lancioni, p. 29
Cinema, mummificazione, maschere mortuarie: anacronismo, archeologia del cinema e storia antropologica delle immagini in Ejzenštejn e Bazin
di Antonio Somaini, p. 56
Rabbia poetica. Nota su Pier Paolo Pasolini
di Georges Didi-Huberman, p. 70
Restituzioni
di Filippo Fimiani, p. 80
L’arte sospesa. Anacronismi e riposizionamenti in All di Maurizio Cattelan
di Lucia Corrain, p. 89
Metamorfosi dello sguardo e anacronismo delle forme nel dispositivo iconotestuale del Musée imaginaire di Malraux
di Michele Bertolini, p. 110
Le temporalità delle immagini della guerra al terrore
di Massimiliano Coviello, p. 125

Effetti collaterali
Tempi sospesi
di Francesco Marsciani, p. 139
Giustezza dell’anacronia. Conversazione
di Paolo Fabbri e Angela Mengoni, p. 147

Bibliografia, p. 161
Abstracts, p. 175
Biografie degli autori, p. 179